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Pralina
11 febbraio 2020
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Sara Nocco, dottore di ricerca presso l’Università del Salento, si descrive semplicemente con un aggettivo: “iperattiva”. E in effetti sono tante le cose di cui si occupa nella vita, ma tra queste spicca la passione per la promozione di un’alimentazione sana e vegana.
È la coordinatrice di una realtà locale che conta migliaia di persone. Ha conosciuto tante fantastiche realtà locali e ha iniziato tante collaborazioni per cercare di rendere questo mondo un posto migliore. Con “LecceVegan”, la community che gestisce sin dall’inizio, sono riusciti a rendere il Salento una delle più importanti realtà vegane europee.

Le abbiamo chiesto qualcosa in più rispetto alla sua passione per la promozione di uno stile di vita sano abbinato ad una dieta vegana.

Sara, è vero che un’alimentazione vegana fornisce maggiori energie?

Un’alimentazione a base vegetale può fornire tutti i nutrienti e le vitamine di cui si ha bisogno, con la differenza della “leggerezza” del cibo e della migliore e più veloce digestione. Sicuramente questo tipo di alimentazione se condotta nella maniera giusta ed informata, ci tengo a sottolinearlo, è estremamente energetica. Tanta frutta, tanta verdura, semi, legumi, frutta secca, tutti elementi ricchissimi di proprietà e con un alto valore energetico. Sicuramente da quando sono diventata vegana le energie non mi mancano e seppure scherzando più di qualcuno mi definisca wonder woman, per tutte le cose che porto avanti, certe volte mi meraviglio di me stessa stessa per ciò che riesco a fare. E se non sono energie queste!

Il vegano è un consumatore come tutti gli altri?

Direi di no, il vegano di solito è un consumatore più attento ed informato. Legato all’etica dei prodotti e degli alimenti, alla loro sostenibilità e salubrità. Cerca di capire, di scavare, di scoprire. È legato ai temi della riscoperta delle tradizioni agricole passate, prende posizione, “nel bene e nel male”, è attento a ciò che mangia, al km0, al fair trade, alla stagionalità, al territorio e alla biodiversità animale e vegetale.

Quanto sono importanti i legumi e cereali nella tua dieta settimanale?

Sono abbastanza importanti, entrambi. Per toccare un tema tanto caro a chi non è vegano, unire insieme legumi e cereali crea il giusto “incastro” tra gli aminoacidi al fine dell’apporto proteico giusto. In realtà la questione delle proteine è l’ultima preoccupazione di un vegano. Una dieta vegana sana, varia ed equilibrata è adatta a tutte le fasi della vita e questo è ormai riconosciuto anche da gran parte della comunità scientifica.

Cosa ne pensi delle nostre zuppe e vellutate Le Biodiverse? Potrebbero essere un pasto ideale anche per chi segue una dieta vegana?

Assolutamente sì, non solo non ci sono ingredienti o derivati animali, ma alla base c’è un bellissimo progetto: difendere e valorizzare il territorio collaborando con giovani agricoltori che hanno scelto di ritornare alla terra per promuovere un nuovo modello di sviluppo, sano e partecipato. Quella di Pralina è stata sicuramente una scelta di responsabilità, legata alla terra e al territorio, alla genuinità, alla riscoperta dei legumi e dei cereali antichi, legata al gusto giusto, mi riferisco ovviamente al progetto “traccia il g(i)usto” che l’azienda porta avanti su un discorso di filiera controllata, una scelta di investimento sociale, una scelta relativa alla biodiversità declinata sotto vari aspetti. Tutti elementi che un vegano attento guarda, considera e apprezza.

Come è nato il gruppo Lecce vegan? Parlaci di questa iniziativa.

Il gruppo è nato quasi sei anni fa da un sogno collettivo, quello di un mondo più etico e dall’unione di un sempre maggior numero di persone intorno ai temi dell’etica, della sostenibilità alimentare e di un corretto stile di vita. All’epoca i vegani erano praticamente sconosciuti ai più, degli alieni incomprensibili, e difficilmente al supermercato si riusciva a trovare qualcosa di adatto.
Sin da subito, e questo ci ha contraddistinto e continua a contraddistinguerci dalla maggior parte delle altre (sempre e comunque importantissime) realtà vegan nazionali, abbiamo deciso di non fermarsi al mero social, ma siamo scesi nella realtà attraverso eventi di vario tipo che hanno connesso realmente le persone tra loro creando legami veri. Il virtuale è il “luogo” da dove partiamo ma sappiamo che per incidere dobbiamo uscire dai social. Invito dunque tutti a seguire il nostro gruppo Facebook, incontrerete persone meravigliose che con passione perseguono un sogno comune. Ognuno di noi ha creato LecceVegan, questa comunità, ognuno di noi è LecceVegan.



Pralina
31 gennaio 2020
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C’è una generazione iperformata, nativa digitale, ma con una elevata sensibilità per il sociale e le relazioni umane, che, purtroppo, come spesso avviene in Italia, non trova spazio e riconoscimento in questo paese.

A 31 anni, dopo una laurea, una specializzazione e un tirocinio a Bologna, si hanno tanti sogni ma è anche il momento in cui si deve iniziare a realizzarli, per essere felici, per sentirsi appagati, per riuscire a concretizzare un percorso di vita. Paola si trova esattamente in questo punto e questo è un pezzo della sua storia, che vogliamo condividere con voi.

Ha scelto di fare la nutrizionista perché fra tutte le possibilità e gli ambiti lavorativi che la biologia poteva offrirle, ha pensato che questo fosse quello giusto per rimanere in contatto con le persone, mantenendo relazioni umane quotidiane, invece di “chiudersi in laboratorio. E c’è anche un altro motivo che ha spinto Paola a studiare e poi a lavorare in un mondo complesso come quello legato all’alimentazione: contribuire a far star bene gli altri, perché ci sono mille modi diversi per essere utili, per giocare la propria parte nel mondo e lei ha scelto questo.

Definire e proporre una dieta non è un’operazione matematica è un vero proprio percorso per raggiungere il benessere. E stare bene, per la nostra Paola, vuol dire sentirsi bene e volersi bene.
Purtroppo, il termine dieta viene ormai, troppo spesso, associato a qualcosa di gravoso, penoso, quando invece la parola dovrebbe semplicemente indicare uno stile di vita corretto e adatto al proprio organismo e alle proprie esigenze. Di ciò lei è fermamente convinta e sono proprio queste le ragioni che ci hanno spinto a “sceglierci”. In una delle nostre chiacchierate ci ha confessato: “Ho deciso di aiutarvi soprattutto perché condivido in pieno il messaggio legato alle Biodiverse e alla rivalutazione della nostra terra, puntando sul valore del lavoro e della sostenibilità. Mi piacete per questo”.

Ci auguriamo che Paola realizzi presto il suo sogno di ritornare a casa, in Salento, e qui di poter lavorare e vivere. La sua consulenza per la definizione dei nostri BOX DETOX #LeBiodiverse è stata importante e preziosa e speriamo che sia una prima tappa del suo viaggio verso Sud. Noi crediamo in lei e vi invitiamo a fare lo stesso. Provare per credere!


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